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Dormire fa male al virus del Covid e bene a noi (L'esito della battaglia dipende anche dai nostri comportamenti)

La nozione del terreno - Strategia 1
In tutta la medicina un concetto è chiaro: la risposta di fronte alle aggressioni psichiche, fisiche, tossiche, batteriche, virali… dipende dall’aggressore ma anche dal soggetto. 
L’idea di terreno, costituzione, genetica ma anche capacità di far fronte a un problema esterno dipende dalla persona stessa oltre che dall’aggressore e a sua volta la persona risponderà in funzione della sua storia pregressa, dei suoi ricordi, delle sue aspettative, delle sue risorse… 

Vale l’esempio che è ben  noto: se si tratta di un orso o un leone che mi aggredisce, la mia risposta dipende da moltissimi fattori, per esempio se vivo in Africa, se ne ho già incontrati, se  posso far appello a delle strategie di successo già usate…

Se  per esempio fin da piccolo sono cresciuto  con un leone e sono abituato alla sua presenza è chiaro che la mia risposta sarà ben diversa da chi lo incontro la prima volta in carne e ossa.  Se sono preparato e mi aspetto l’incontro (per esempio sono in una zona abitata da leoni, ho già incontrato questo pericolo o semplicemente sto andando a caccia di leoni), la mia risposta sarà molto diversa a una situazione nella quale non mi aspetto l’incontro: sono nel mio confortevole appartamento di casa,  non ne ho mai visti prima da vicino e lo vedo comparire vivo dalla porta! L’effetto choc può arrivare al punto da paralizzare completamente persino la mia capacità di pensare! “Freeze” dicono in inglese, mi congelo sul posto, che è ancora peggio di fuggire o attaccare cercando di difendermi  

Al contrario, se sono al corrente del pericolo posso attrezzarmi a rispondere, posso comportarmi e vestirmi in modo adeguato. E ancora posso allenarmi ad avere più forza fisica, più capacità di reagire e combattere. 

Insomma che il leone abbia la meglio su di me, dipende anche da me 

Allarghiamo l’immagine e pensiamo all’attacco di un virus, la sua capacità di mettermi ko dipenderà dal mio stato oltre che dalla sua forza. 

E questo è stato dimostrato da tutti i dati, anche riguardo all’infezione da Covid: i più colpiti sono stati gli anziani con età superiore agli 80 e con più patologie concomitanti, perché sono i  più vulnerabili. Cioè dipende anche dal soggetto 

Allora mi chiedo perché non vengono fatte campagne di informazione per aumentare le difese o meglio, detto in modo più scientifico, per renderci meno vulnerabili alle infezioni?

Una premessa è  però essenziale:  la salute è un tutto armonico e non si potrà mai pensare che una qualche pillolina miracolo ci renda inattaccabili. La salute è l’insieme armonico di migliaia di funzioni.

Cominciamo con la prima questione nel caso di un agente infettivo, il corpo dispone di un sistema di riconoscimento e di eliminazione dei virus ma ci sono delle regole semplici che vale la pena ricordare.

La risposta immunitaria la fabbrichiamo di notte durante il sonno (l’inverso per il topo che è animale notturno) 
Nei prossimi post sul blog cercheremo di sviluppare questa idea e dare delle soluzioni pratiche, ma è chiaro  che il sistema immunitario è legato al sonno.

Secondo un’indagine condivisa dal National Health Service (NHS) britannico, meno di 4-5 ore di sonno per notte aumentano di 4-5 volte la possibilità di contrarre anche un semplice raffreddore, rispetto ai soggetti con un sonno notturno di circa 7 ore.

Stesse notizie dall’University of California San Francisco: la dottoressa Olivia Arezzolo ha infatti affermato che almeno 7 ore di riposo sono indispensabili in questo scenario di emergenza sanitaria. “Le prove sostengono che la mancanza di sonno compromette l’immunità: gli studi evidenziano una riduzione del 70% delle cellule immunitarie naturali, dopo sole 4-5 ore di sonno”.

Dobbiamo dormire! A volte non si dorme  perché ci sono preoccupazioni, malattie o altro (è in preparazione una newsletter sul  sonno), ma ricordiamo che guardare la sera la tv, lo smartphone o il tablet  fino a tardi  riduce la produzione di melatonina  che è un messaggero importantissimo, che informa tutto il corpo che è buio e che si può riposare. 

La melatonina è uno dei maggiori sincronizzatori del corpo umano ma è anche  una dei maggiori antiossidanti  e  anti invecchiamento (persino l’intestino o il pancreas hanno recettori per la melatonina), ma se  attraverso il sistema di retroilluminazione ci arriva della luce (specie della frequenza d’onda del blu) la melatonina viene ridotta, azzerata. Se è giorno va bene ma se è notte , quando la melatonina deve aumentare e informare tutto il corpo del buio , del riposo e del sonno è un grave problema di salute Insomma  difficilmente riuscirò  a difendermi dai virus  se il sonno vien modificato.

Quindi, va ribadito: dobbiamo dormire di notte

(continua)

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